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Posts Tagged ‘guerra’

È un venerdì sera come tanti altri, qui a Dublino. La gente sembra quasi avere l’obbligo morale di divertirsi – passano la serata a bere e quando escono dagli affollatissimi pub del centro intonano slogan da stadio o tentano di ricomporre con fatica rime di qualche canzone di successo. Bere qui è l’unico modo per rompere le rigide convenzioni sociali e lasciarsi andare un po’ liberamente – per sbloccarsi nell’approccio con una ragazza o più semplicemente per tirarsi su il morale dopo una noiosa settimana di lavoro.

La mia quasi ex casa si trova vicino ad un noto ospedale privato – come potrete immaginare, coloro che si sono divertiti spesso non hanno messo in conto che poi devono tornare a casa. La cosa non è difficile quando si tratta di prendere un taxi; è una bella sfida, spesso culminante in un bell’incidente stradale, quando ci si prova da soli. E ricordo diversi venerdì notte a contare, attraverso le sirene delle ambulanze, quanti di questi incoscienti ci provano senza successo.

Domani mattina è giorno di pacchi. Sì, è ora di estrarre gli abiti dagli armadi, imballare la console ed il televisore, il piumino ed i cuscini, la stampante, e quant’altro scoprirò di avere comprato e probabilmente mai utilizzato in questi due anni. Sarà una giornata di ricordi – alcuni anche precedenti a questa esperienza – e conoscendo quanto sono malinconico, prevedo già umore nero.

Fortunatamente, l’impacchettare ed il chiudere vuol dire che sto per tornare a Tbilisi! Non potete immaginare quale felicità: riabbracciare Maria dopo quasi due mesi di separazione, i suoi genitori, rivedere gente felice di incontrarti e con la quale si riesce a parlare di tutto, dalla ricetta di cucina alla filosofia. Ma soprattutto, toccare per la prima volta il pancino! 🙂

È la prima volta che torno in Georgia dal conflitto. Nonostante Tbilisi non sia stata impattata dagli scontri, sono convinto che troverò una città diversa, più nervosa e più sospettosa. I caucasici sono gente molto cordiale e rilassata ma allo stesso tempo particolarmente polemica. Polemizzano su tutto, senza poi trovare mai una soluzione concreta – da questo punto di vista mi ricordano tanto gli italiani.

Ora si sentono privati – a torto o a ragione non spetta a me dirlo – di due territori che si sono conquistati con il sangue di coloro che ha perso la vita per l’indipendenza georgiana, prima nel 1989 e poi nel 1991.
In TV non parlano d’altro. Il telegiornale è un carosello di politici, ognuno con le sue affermazioni e le sue polemiche contro la Russia. In Georgia si può morire di chiacchiere, e tutte queste polemiche non fanno che alimentare le chiacchiere, che a loro volta alimentano nuove polemiche… beh, mi avete capito.
C’è ora da vedere se al prezzo che hanno pagato corrisponderà la contropartita: l’ingresso della Georgia nella NATO. È da almeno un anno che le emittenti georgiane trasmettono una campagna pubblicitaria per convincere i cittadini che la NATO è la loro “assicurazione sulla vita”. Mai tale motivazione fu più azzeccata.

Beh, allora forse è il caso di raccogliere le energie per domani. Nell’ordine:

  • Acquistare scatole da imballo da Argos
  • Acquistare scotch da pacchi robusto
  • Cooptare Ivano come schiavo
  • Impacchettare il possibile

Ah, per curiosità – sapete quanto vuole una società di traslochi per spostare venti pacchi da Dublino a Roma? 1700 Euro + IVA 21% ed assicurazione. Non credo che la roba che ho qui valga così tanto. Vuoi vedere che butto tutto via?

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