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peperoni ripieni

Se vi piace mangiare, i peperoni ripieni al kebab sono una delizia che dovete provare. Ci vuole al massimo mezz’ora per prepararli ed il risultato è assicurato.

L’unica difficoltà è quella di trovare le spezie: se nei paesi anglosassoni le spezie sono facilmente reperibili in un qualsiasi negozio etnico, in Italia sembra un po’ più difficile.

Mezzo chilo di carne fa 4 peperoni delle dimensioni in foto (non particolarmente grandi, come potete osservare).

Ingredienti del ripieno:

  • Mezzo chilo di carne di manzo;
  • 1 cipolla bianca, grande;
  • 1/2 cucchiaino di cumino in polvere;
  • 1 cucchiaino di coriandolo in polvere;
  • 1 o 2 cucchiai di aceto di vino;
  • 1/2 bicchiere d’acqua;
  • olio q.b.;
  • sale q.b.;
  • pepe q.b.

Tagliate la testa ai peperoni, svuotateli e privateli dei semi; cospargete i peperoni di sale ed olio ed adagiateli in una teglia. Infornate e tirateli fuori appena is sono ammorbiditi.

Nel mentre, unite l’aceto alla carne macinata e massaggiatela. L’aceto la renderà più morbida e toglierà un po’ della puzza di flesh tipica del macinato.

Nel mentre la fate riposare, usate un robot da cucina, una mezzaluna, le vostre ormai vecchie lezioni di karate per sminuzzare finemente la cipolla. Una volta fatto, unite la cipolla, il cumino, il coriandolo, il sale (secondo gusto), il pepe (anche questo secondo gusto) e l’acqua e mischiate energicamente fino a fare una composto compatto; non fate perdere l’acqua altrimenti vi diventa secco in forno.

Prendete i peperoni ora morbidi, riempiteli (fate attenzione alla temperatura) con il composto e re-infornate per altri 20 minuti.

Enjoy!

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Confesso che per molto tempo ho nutrito forti dubbi riguardo all’API java.util.logging del JDK. Comparata a quella di log4j o a quella di slf4j mi sembrava particolarmente rigida. In particolare,  il fatto di dovere passare la posizione del file di configurazione del log via una proprietà di ambiente o tramite switch del JRE (sic!) mi sembrava davvero troppo.

Dopo un po’ di lettura dei javadoc, scopro che è invece possibile leggere il file di configurazione da un InputStream! Sebbene molti penseranno che questo sia un tipico caso di RTFM… invece non è così. Parlando con diversi sviluppatori in giro per il mondo, sono stato ancora più sorpreso di quanto questa API sia sconosciuta ai più.

Ad ogni modo, se vi interessa il codice, eccolo qui:

InputStream logcfg = Thread.currentThread().getContextClassLoader().getResourceAsStream(“logging-test.properties”);
LogManager.getLogManager().readConfiguration(logcfg);
logcfg.close();

Facile facile.

cominciamo con ordine

Mi sono separato dopo dodici anni di relazione di cui quattro di matrimonio e questo diario forse si chiederà perchè. È presto detto – purtroppo è stato un matrimonio funestato dalla costante ingerenza dei genitori di lei e dai problemi nella mia famiglia di origine; ho sofferto anni di umiliazioni, sono stato additato come inadeguato per la loro figlia ed incapace di darle un futuro (se solo sapessi perchè?). Alla fine, come un piccolo giunco nel mare in tempesta, non ha retto alle onde. Sebbene siamo stati insieme dodici anni, ho capito che è solo il matrimonio (o la convivenza in generale) a forgiare la coppia. La nostra era davvero immatura per affrontare quello che ha affrontato. E non ha retto.

Confesso a questo blog che il fallimento del mio matrimonio è sicuramente la pagina più dolorosa della mia vita. Non avrei mai voluto farlo essenzialmente per due motivi:il primo è che nonostante le cose non siano andate bene tra di noi, non avrei mai voluto vedere mia (ex-)moglie soffrire come sta soffrendo. Il secondo motivo è che ho sempre creduto che il matrimonio nella vita dovesse essere solo uno.

Quando scelsi di rompere il nostro matrimonio, ho scelto – per una volta nella mia vita – di volermi bene. Le voglio ancora un mondo di bene ma non posso distruggere me stesso per amore suo. Mi ha promesso che sarebbe cambiata ma non credo che le persone possano cambiare e soprattutto non voglio che cambino. I suoi genitori saranno sempre lì, i nostri problemi saranno sempre lì.

Non l’ho dimenticata e non la voglio dimenticare. Mi sarebbe piaciuto rimanere in amicizia, ma ho capito che sto alimentando solo illusioni. Mi sarebbe piaciuto avere dei figli – è quello che ho sognato per dodici anni. Mi sarebbe piacuto che fosse stato il frutto della nostra vita insieme ma non è stato così. È davvero un grosso peccato.

Ora ho voltato pagina. La mia compagna è una persona speciale. Semplice, complice, intelligente e soprattutto mi accetta per quello che sono. Ha conosciuto la sofferenza e questo l’ha resa matura. La sofferenza ha fatto crescere anche me. Credo proprio che sia la volta buona 🙂

e così…

… inizio a scrivere i miei pensieri, uno che succede all’altro. Ricordi, progetti ed emozioni in ordine sparso, senza un filo logico od una sequenza temporale.
Sarà forse che questo si sta rivelando un anno veramente complicato per me. Una separazione, una nuova compagna, la notizia della sua gravidanza che arriva proprio il giorno del mio compleanno. Tutto questo con un lavoro che mi spedisce come un pacco postale da una parte del mondo all’altra.
Questo blog è un tentativo di mettere ordine nei miei ricordi e nelle cose che mi succedono tutti i giorni. Un po’ per ricordare, un po’ per raccontare, un po’ per avere la possibilità, un giorno, di non ritrovarmi nella stessa situazione in cui mi trovo ora. Possibilmente tra un xinkali ed l’altro.